A breve inizierò una collaborazione su instagram in cui tratterò i temi di gravidanza e allattamento (seguitemi anche lì!), per cui mi premeva anche parlare del periodo che precede la gestazione.
Più che spiegarvi un’ alimentazione specifica, voglio illustrarvi quali sono i fattori di rischio correlati con la difficoltà di avere una gravidanza o la possibilità di avere una gravidanza con complicanze.
Oggi sappiamo diverse cose riguardo la correlazione tra infertilità e fattori di rischio, molti dei quali sono legati a quello che mangiamo e al nostro stile di vita.
Per cominciare, possiamo dire che il corpo per garantire l’impianto dell’embrione e portare avanti la gravidanza deve funzionare bene!
Il ciclo mestruale e i suoi ormoni devono essere in uno stato ottimale e in equilibrio tra loro, così come lo devono essere tutti gli altri ormoni.
L’esempio più familiare forse per voi e’ quello della tiroide, i cui valori devono rientrare entro certi limiti prima di una gravidanza.
Il valore troppo elevato di TSH (specchio della funzionalità tiroidea) è correlato ad un maggior rischio di aborto precoce e problemi fetali. La tiroide, peraltro, assicura la corretta crescita del bambino, in particolar modo per il suo sviluppo cerebrale.
Per far sì che tutto funzioni bene dobbiamo guardare inevitabilmente anche al peso corporeo, proprio perche’ se troppo in eccesso o troppo in difetto, può essere un fattore di rischio correlato all’ infertilità.
Basti pensare che nella donna l’aumento di peso è correlato a cicli anovulatori, alterazione dello sviluppo e della qualità degli oociti, alterazioni dell’ endometrio e difficoltà di impianto dell’utero (nell’uomo, sovrappeso e obesità si associano ad alterazioni della spermatogenesi, bassi livelli di testosterone e disfunzioni erettili!).
Ovviamente, non sto dicendo che una persona con qualche kg in più o sovrappeso deve assolutamente perdere peso prima di una gravidanza, ma che quando sono presenti problemi come tra quelli citati, la perdita di peso può sicuramente aiutare.
Allo stesso modo un peso troppo basso può essere causa di amenorrea o mancata ovulazione, ma anche di una qualità ovarica bassa e rischio di menopausa precoce.
Cos’ altro sappiamo?
Sappiamo che gli eccessi di fumo, alcol e caffeina sono legati al disequilibrio ormonale nella donna così come lo sono le carenza di vitamine del gruppo b (in particolare b6, folati e b12) e di vitamina D, carenza di iodio, zinco e selenio, che ovviamente sono micronutrienti essenziali per la produzione degli ormoni stessi.
Non a caso, quando la gravidanza e’ premeditata viene suggerita l’integrazione di acido folico. Nelle donne vegetariane è raccomandata anche l’integrazione di omega 3 per tutta la gravidanza e di vitamina b12 (se carente).
Un’ attenzione particolare è necessaria in situazioni specifiche come malnutrizione data da patologie croniche intestinali, celiachia diagnosticata da poco o forte restrizione calorica prolungata, ma anche in caso di alimentazione completamente sbilanciata a favore di cibi confezionati e junk food. In questi casi è consigliata la valutazione dello stato nutrizionale.
Sappiamo anche che la presenza di uno status infiammatorio cronico (caratterizzante patologie autoimmuni e altre come endometriosi, adenomiosi e sindrome dell’ovaio policistico) può compromettere la funzione riproduttiva e la ricettività endometriale in particolare attraverso l’aumento della facilità di coagulazione del sangue e lo stress ossidativo.
Non c’è quindi una dieta da seguire nei mesi in cui cerchiamo una gravidanza, ma parliamo di risoluzione di eventuali disturbi e alterazioni presenti (intestinali, insonnia, stanchezza eccessiva, allergie non gestite, valori tiroidei alterati…), interventi che quindi devono essere personalizzati.