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COME RIUSCIRE A MANGIARE BENE FUORI CASA?

Scritto da Alessandra Grifoni

On 09/04/2020

Molte persone sono obbligate a fare il pranzo fuori casa per lavoro e non sanno bene come gestirsi questo pasto senza cascare nella comodità del panino o il trancio di pizza (anche in termini economici).
Anche gli studenti universitari hanno questo problema….in quanto, sì, possono utilizzare la mensa, ma spesso riportano disturbi digestivi se mangiano solo a mensa per lunghi periodi!😫

Ecco qualche trucchetto per non cascare sempre su prodotti da forno quando siamo a giro e scegliere i piatti migliori a mensa.

✔️MENSA dei LAVORATORI

E’ un po’ migliore rispetto a quella universitaria (o almeno quella in cui andavo io!). Le porzioni si possono scegliere e solitamente possono preparare un petto di pollo alla piastra se lo richiedi.
In generale, le problematiche sono la quantità dei condimenti, la scelta dei sughi dei primi (sempre molto formaggiosi) e il cibo precotto/ cotto e poi riscaldato.

Alcuni alimenti cotti e riscaldati possono dare fastidio nei soggetti più predisposti per via del contenuto maggiore di istamina rispetto ai cibi appena cotti.

Per soggetti predisposti intendo soggetti che presentano “intolleranza all’istamina” (molecola che funge da neurotrasmettitore e mediatore di reazioni allergiche e infiammatorie. Sì è proprio quella molecola su cui agisce l’antistaminico!).

I sintomi da intolleranza all’istamina sono: prurito, arrossamento viso/collo, orticaria, nausea, vomito, diarrea, cefalea, vertigini. Compaiono circa 45’ dopo il consumo di alimenti con istamina e scompaiono in 8/12 ore.

L’intolleranza all’istamina oltre ad essere molto diffusa tra i soggetti allergici (ex: allergia al nichel), può essere dovuta anche a un deficit di enzimi (detti DAO) o all’assunzione di farmaci che rendono questi enzimi meno funzionali.

In questi casi, è bene scegliere verdura cruda e fonti proteiche (pesce, carne) in quanto anche se riscaldate contengono/liberano meno istamina. Non devono essere però conservate (no pesce in scatola o in busta tipo salmone).

Il riscaldamento di alimenti cotti nei giorni precedenti può dare fastidio anche a chi soffre di colon irritabile, e può causare problemi gastrici come reflusso, cefalea ed emicrania.

Vi siete accorti anche voi che quando mangiate a mensa, la digestione peggiora?

✔️MENSA UNIVERSITARIA

Stesse problematiche, nessuna scelta della porzione e qualità ancora più scarsa. Formaggio di pessima qualità ovunque. Meglio seguire le stesse indicazioni descritte per la mensa dei lavoratori.

✔️PRANZO AL SACCO

Suggerisco di puntare sull’ ’avanzo della sera prima (occhio a questione istamina), oppure di portarsi proprio un piatto unico assemblato in mattinata con cibi cotti la sera prima.

In line generale sempre meglio fare un piatto misto saziante (carboidrati e proteine) per evitare di dover mangiare la pizzetta per un buco nello stomaco a metà pomeriggio o appena usciti da lavoro. Se avete sonnolenza dopo il pasto, provate a togliere i carboidrati e cercate di notare se vi sentite più svegli!

Usate fonti proteiche veloci e mangiabili anche da fredde: uova, bresaola, prosciutto, polpo, crema di tofu, legumi, hummus, tonno, salmone, ricotta…e aggiungete del pane, dei crackers, piadine, patate o cereali come riso, farro, quinoa…

Può essere utile farsi una vellutata o una minestra e portarla dietro in un thermos in modo che non si raffreddi troppo, oppure, se si ha a disposizione un microonde, portarsi dietro della pasta non del tutto cotta e terminare la cottura nel microonde insieme al condimento. Questo permette di ottenere un piatto che sembra appena cotto.

RICORDATEVI….

Meglio scegliere la qualità alla quantità🥰

Di Alessandra Grifoni

Cresciuta in una famiglia molto attenta alla qualità del cibo e al benessere fisico, da sempre coltivo un interesse per la nutrizione. Il concetto di prevenzione e l’importanza di preservare la propria salute sono diventati da subito pilastri del mio modo di vivere. Ad oggi sono iscritta all’albo professionale dei Biologi e lavoro come Biologa nutrizionista a Firenze, in qualità di libero professionista.

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