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Cosa fare e cosa non fare per risolvere ritenzione idrica e cellulite

Scritto da Alessandra Grifoni

On 02/07/2020

Questo è uno dei temi più discussi dell’estate, un po’ perchè arriva la prova costume e un po’ perchè con il caldo le gambe tendono a gonfiarsi e a trattenere più liquidi.

Per fare un chiarimento:

la ritenzione riguarda un surplus di liquidi fuori dalle cellule, mentre la cellulite riguarda una lassità dei tessuti connettivi (avete sentito parlare del collagene?) e una maggiore dimensione degli adipociti, ovvero quelle cellule in cui sono stoccati tutti i nostri grassettini.

Il collagene dovrebbe tenere i nostri adipociti dentro delle cellette, ma perdendo forza, questi strabordano dando  l’effetto a buccia di arancia. Più gli adipociti sono grossi più l’effetto sarà marcato.

Cellulite e ritenzione idrica non vanno confuse, ma possono coesistere.

Sono 3 i punti chiave da tenere in considerazione nel trattamento di questi inestetismi:

  • estrogeni
  • insulina
  • circolazione compromessa
  1. Gli estrogeni sono gli ormoni sessuali “femminili”, sì. Sono quelli che danno il tipico aspetto ginoide alla donna con accumulo di grasso sulle cosce (esterno coscia) e sui fianchi. Quando questi ormoni sono in eccesso, si ha difficoltà a bruciare i grassi, la circolazione è meno efficiente e  il collagene si indebolisce. Questo è il motivo per cui le donne con questa forma ( la maggior parte in Italia) hanno più probabilità di avere cellulite, specialmente quando è presente sovrappeso.
  1. L’insulina torna protagonista, come in tanti altri approfondimenti fatti. Perchè? I picchi insulinici ( principalmente prodotti in seguito al consumo di zuccheri ma non solo) sono pro infiammatori, stimolano la produzione di estrogeni e ci fanno depositare i grassi e gli zuccheri ingeriti con la dieta negli adipociti! Insomma l’insulina rema decisamente contro!
  1. Anche microcircolo e circolazione linfatica hanno un ruolo importante. Se il nostro corpo non riesce, attraverso questi due sistemi, a ossigenare i tessuti ed eliminare le tossine accumulate il corpo va incontro a infiammazione e a un ingorgo che ci porta ancora di più al ristagno di liquidi.

Per tale motivo, la ritenzione idrica è spesso conseguenza anche di una sorta di intossicazione da cattive abitudini (alcol, fumo, junk food), affaticamento epatico, renale e costipazione.

Inoltre, alcuni tipi di allenamento possono peggiorare il microcircolo. Attenzione!

Aggiungiamo a questi 3 punti anche lo stress! In quanto lo stress ci infiamma, stimola la produzione di insulina ed estrogeni e porta il corpo a trattenere liquidi….

Quali sono gli errori da non commettere? 

  • Non ridurre troppo la quota di carboidrati ( pane, pasta, riso, legumi, patate, frutta…) che il corpo soprattutto ginoide legge come deficit/stress. Occhio soprattutto se non mangiamo quasi mai questi alimenti e poi facciamo l’abbuffata tutta insieme!
  • NON TOGLIERE IL SALE! Il corpo se non ha sale mette in atto dei meccanismi di compensazione che ci portano a trattenere più liquidi. Non eccessivo, ma non va assolutamente tolto. L’acqua con un pizzico di sale invece può aiutare.
  • Non lesinare troppo sulle fonti di grassi (come ad esempio l’olio)! Ci servono come segnale “distruggi- grassi”.
  • Evitare prodotti industriali /confezionati e a lunga conservazione
  • Non fare colazioni troppo ricche di carboidrati e zuccherate (no alle fette biscottate con marmellata!) o pasti con piattoni di pasta sopra i 100g. 

Cosa possiamo fare?

  • L’esercizio fisico deve favorire l’ossigenazione dei tessuti e non traumatizzare i capillari. Camminare è un esercizio che favorisce il microcircolo, ad esempio.
  • Curare la funzionalità di fegato, reni e intestino, risolvendo anche un eventuale stitichezza.
  • Idratarsi ma inserendo anche sali minerali utilizzando del sale integrale  tavola 
  • Aumentare (in caso di basso consumo) la quota di fibre con verdure, frutta e cereali integrali, aspetto  importante per  abbassare la quota di estrogeni
  • Adottare un’ alimentazione a basso carico glicemico per garantire l’assenza di picchi insulinici.
  • gestire lo stress e l’igiene del sonno 
  • Inserire nella dieta fonti di grassi buoni come pesce, frutta secca, semi, olio di oliva extravergine, avocado.

Questi come sempre sono consigli generici, ma spero di aver chiarito qualche dubbio e di aver scongiurato errori controproducenti!

Di Alessandra Grifoni

Cresciuta in una famiglia molto attenta alla qualità del cibo e al benessere fisico, da sempre coltivo un interesse per la nutrizione. Il concetto di prevenzione e l’importanza di preservare la propria salute sono diventati da subito pilastri del mio modo di vivere. Ad oggi sono iscritta all’albo professionale dei Biologi e lavoro come Biologa nutrizionista a Firenze, in qualità di libero professionista.

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